Cos’è un blog?

Blog: questa parola ormai la leggi non appena ti colleghi a internet. Per un neofita può essere difficile capire bene cos’è un blog.

Ti aiuterò a capire quanti tipi ne esistono, come sono strutturati e qualche piccolo accorgimento utile per quando li navighi.

Cos’è un blog? A cosa serve? Quanti tipi ne esistono? Non perdiamo tempo: vedrò di spiegarti tutto nel modo più semplice possibile!

La risposta alla domanda “cos’è un blog?” potrebbe variare di decade in decade. Come tutti gli strumenti del web anche il concetto di blog è relativo al periodo in corso. La sua natura è mutata nel corso degli anni, mantenendo delle basi con il passato ma variando e, a volte, allontanandosi dalla sua idea iniziale.

  • WebLog: gli albori

Siamo in America e corre l’anno 1997: un commerciante americano appassionato di caccia decide di aprire un sito internet con un elenco di link. Questi link non sono altro che il risultato delle sue ricerche online e cioè una raccolta di link a siti che l’autore (Jorn Barger) ha ritenuto interessanti.
Già verso la fine del 1997, però, iniziava a trasformarsi con delle pubblicazioni giornaliere molto gradite agli utenti (cioè ai lettori) del WebLog.

Il logo del WebLog RobotWisdom nel 2001

Cos’è un blog? Nel 1997 era da considerarsi poco più di una lista, una condivisione dei propri Bookmarks

Il termine WebLogs indica proprio questo infatti: un diario di bordo del Web.

  • Blog: la diffusione

Siamo nel 2000 ed è ormai consolidato il termine “blog“. Si affacciano su internet le prime piattaforme che offrono spazi personali gratuiti per essere subito online con il proprio diario. Tantissimi blog vengono aperti e praticamente diventiamo tutti scrittori più o meno costanti.
Tanti portali tematici mettono a disposizione anche un blog personale e in qualche modo possiamo definirli i primi social network visti sul Web.

Tutti i blog hanno un filo conduttore: la voglia di condividere. Poco importa che si tratti di emozioni, sentimenti, fatti quotidiani o altro. Per la prima volta chiunque può condividere pezzi della propria vita online senza dover creare un sito internet vero e proprio per la concezione del 2000. E questo è molto importante: è la base dei social network odierni che possono essere visti come dei blog multi utente con funzioni avanzate.

In questa decade l’importanza dei blog viene accostata anche al concetto rivoluzionario di condivisione: sicuramente importante ma che porta anche alla creazione di molti contenuti di cui non si sentiva il bisogno ma che con questo strumento trovarono una via rapida di condivisione. Questo “difetto” lo ritroviamo anche nei social network moderni: confondiamo la libertà di parola con il sentirci in diritto di pubblicare ogni cosa.

Cos’è un blog? Nel 2000 è l’unico strumento semplice e gratuito di condivisione personale.

  • E oggi?

Oggi il concetto di blog è un po’ cambiato, soprattutto il modo di utilizzare le piattaforme di blogging: spesso si utilizzano per creare dei veri e propri siti perchè possono funzionare bene per costruire in maniera veloce un sito.

Avrai notato che tanti siti tematici utilizzano lo stesso layout (cioè lo stesso stile estetico) per pubblicare i contenuti: è proprio ciò che intendevo poco sopra!

Anche se impropriamente rispetto alle origini questi siti vengono comunque chiamati blog: due esempi concreti sono proprio questo sito e il principale aklab.org.

Oltre ai blog personali puoi trovare anche blog di:

e via dicendo. Solo la fantasia può limitare l’argomentazione di un blog: pensa che con alcune modifiche sono utilizzabili anche per fare e-commerce (cioè la vendita online di bene i servizi)

Cos’è un blog? Nel 2020 è uno dei modi più rapidi per offrire contenuti, di qualsiasi tipo.

  • Caratteristiche

Vi sono delle caratteristiche comuni a tutti i blog, cerchiamo di scoprirli e capirli insieme. Ti renderai conto di questi dettagli e magari capirai il perchè di alcune scelte che ti sono sembrate strane da parte dell’autore di un blog che hai visto.

  • Stile

Questo aspetto è molto personale: ti sarai accorto sicuramente che ogni autore ha uno stile suo, o si rifà ad uno stile già collaudato.

C’è chi preferisce uno stile diretto, dove l’autore sembra parlare direttamente con te in maniera amichevole e colloquiale. Questo approccio sembra piacere molto e tanti siti lo stanno utilizzando. Anche io lo uso qui su CFA: te ne sarai sicuramente accorto!

Lo stile varai in base all’autore, ma anche in base allo scopo e all’argomento del blog

Molte volte è preferibile rimanere distaccati e utilizzare un linguaggio più freddo, costruito o accademico: puoi pensare ad esempio ai blog curati da medici o scienziati che si “limitano” a descrivere una patologia o una situazione. Sarebbe impensabile un linguaggio amichevole!

  • Scopo

Hai visto che ci sono tanti argomenti che si possono trattare nel proprio blog. È chiaro che lo scopo del blog varia in base a questo: se l’argomento è scientifico molto probabilmente lo scopo del blog è quello di divulgare. Se l’autore è un critico cinematografico il suo scopo sarà recensire una pellicola e così via.

È importante capire lo scopo di un autore: potrai entrare meglio nei suoi scritti e capire se stia divulgando, recensendo o magari cercando di plagiare la tua percezione della realtà. Questo è tipico dei divulgatori di fake news (notizie false): ti darò qualche avvertimento alla fine del post.

Ci sono anche blog che hanno il solo scopo di vendere prodotti creati dall’autore o messi in piedi per far sembrare una grossa azienda più vicina ai suoi clienti.

  • Interazione

L’interazione nei blog odierni non è indispensabile. In quelli che parlano di sport e tecnologia, ad esempio, sono graditi i commenti dei lettori per creare dibattito e fidelizzare l’utente che pian piano si farà un nome nella community del blog e si sentirà partecipe.

Le interazioni nei blog
Le interazioni sono importanti, ma non indispensabili

Nei blog più orientati a guide e tutorial raramente i commenti sono attivi: in questa concezione editoriale l’interazione non è indispensabile perchè i contenuti vengono fruiti in modalità “manuale utente“. Questo stesso sito ne è un esempio rapido.

  • Pubblicità

Più o meno tutti i blog che segui sono in piedi per un motivo specifico: monetizzare. Anche quelli ospitati su piattafome gratuite vengono tenuti online per questo. Da autore ti posso dire che è bello sapere che stai leggendo quanto scrivo e che lo trovi utile, ma ovviamente mi gratifica vedere che il mio lavoro ha un piccolo ritorno economico.

Come guadagna quindi un blogger? Con la pubblicità presente sul proprio sito. Può essere esplicita (un banner vero e proprio ad esempio) e la riconosci facilmente.

Esistono anche forme collaborative dove una azienda regala un prodotto da testare all’autore che ne farà una recensione: in questi casi il blogger deve essere onesto e specificare che si tratta di una collaborazione.

Ma c’è anche un terzo modo: le affiliazioni. Spesso nelle recensioni o nelle guide trovi un link diretto al sito del venditore (o ad Amazon, trai tanti): il tuo acquisto tramite quel link farà guadagnare qualcosina al blogger. Assieme al primo metodo questo è molto utilizzato, soprattutto dai piccoli blogger. Generalmente è abbinato anche uno sconto se acquisti tramite il link portando vantaggio a te e al blogger.
Un esempio di questo metodo per monetizzare lo trovi nel mio articolo sule VPN, che ti consiglio di leggere perchè è un argomento davvero interessante per la tua sicurezza!

  • Avvertimenti

Hai visto quanti tipi differenti di blog esistono? Sono tutti molto interessanti e ricchi di contenuti, ma ti chiedo solo una cosa: valuta sempre bene cosa stai leggendo.
La facilità di creare un blog ha, purtroppo, contribuito alla nascita di siti che vivono di fake news, tesi cospirazioniste, negazionismo storico, revisionismo scientifico e chi più ne ha più ne metta. È facile perdersi (e credere) a queste fonti: non abbassare mai la guardia e valuta sempre bene le tue fonti di informazioni!

Fai sempre attenzione a ciò che leggi

Fai attenzione anche alle recensioni: spesso sono trappole per convincerti all’acquisto del prodotto recensito. In questi casi è sempre una buona prassi quella di leggere più recensioni dello stesso prodotto ma di autori diversi per capirne meglio reali pregi e reali difetti.

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